Decarbonizzazione degli edifici, elettricità da rinnovabili, ciclo di vita delle banconote: il Piano di transizione di Bankitalia
La Banca d'Italia ha pubblicato oggi il Piano di transizione per la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici. Il documento definisce strategia e azioni per ridurre progressivamente l’impronta carbonica delle operazioni aziendali e per rafforzare la resilienza ai rischi climatici dei processi di lavoro, in linea con gli obiettivi fissati a livello europeo e internazionale. Come scrive il governatore Fabio Panetta nell’introduzione al testo, i prossimi anni assumono un’importanza cruciale per la lotta ai cambiamenti climatici: «Gli sviluppi recenti in ambito internazionale segnalano un affievolirsi dell’impegno dei principali paesi su questo fronte. Anche in Europa sono in corso di revisione alcune normative chiave in materia di transizione per far sì che essa sia graduale e ordinata e che tenga maggiormente conto delle possibili implicazioni sul tessuto sociale ed economico, in particolare per i soggetti più vulnerabili. Resta fermo l’indirizzo affinché nel corso del prossimo decennio le emissioni nette di gas serra diminuiscano sensibilmente, per azzerarsi entro il 2050. È un impegno che dobbiamo alle generazioni a venire e a tal fine è importante lo sforzo di tutti gli attori coinvolti – imprese, cittadini, istituzioni».
Passando dal globale al particolare, Panetta ricorda che da tempo la Banca d’Italia lavora per ridurre il proprio impatto ambientale e aumentare la propria resilienza ai cambiamenti climatici: «Il Rapporto ambientale, che abbiamo iniziato a pubblicare nel 2010, è confluito nel 2025 nella Relazione sulla gestione e sulla sostenibilità, che redigiamo in conformità con i criteri della direttiva sulla rendicontazione di sostenibilità. Il Piano di transizione che oggi condividiamo con il pubblico rappresenta un ulteriore passo avanti nel percorso di mitigazione e adattamento della Banca ai cambiamenti climatici. Il graduale passaggio dal gas all’elettricità - quale fonte energetica principale degli impianti di riscaldamento - rappresenta la trave portante del progetto: tale misura, assieme alla razionalizzazione dei nostri consumi, contribuirà a diminuire sia le emissioni di gas serra, sia la dipendenza della Banca da fonti energetiche importate più soggette a variazioni impreviste di prezzo».
In particolare il piano pubblicato da Bankitalia si propone di raggiungere emissioni nette di gas serra pari a zero entro il 2050, con una riduzione del 90% rispetto al 2019 e la rimozione delle emissioni residue. Si tratta di emissioni connesse con le sole operazioni aziendali (sono quindi escluse quelle imputabili agli investimenti finanziari). Sono previsti anche due obiettivi intermedi da raggiungere entro il 2035: una riduzione di due terzi delle emissioni dirette (scope 1) e indirette da energia acquistata (scope 2); e una riduzione del 40% delle altre emissioni indirette (scope 3).
Le misure previste nel Piano contribuiranno inoltre a migliorare la resilienza delle infrastrutture della Banca agli effetti dei cambiamenti climatici, con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente la continuità operativa di tutti i processi critici svolti per garantire il funzionamento del sistema dei pagamenti e la stabilità finanziaria.
Il raggiungimento degli obiettivi sarà ovviamente condizionato dall’evoluzione di fattori di contesto, tecnologici, economici e politici, spiegano da Via Nazionale. Anche per questo motivo il piano sarà di volta in volta aggiornato all’interno dei cicli triennali di programmazione strategica dell’Istituto.
Tra le principali misure previste dal piano c’è la decarbonizzazione degli edifici istituzionali. Come? Intanto, con la sostituzione dei sistemi di riscaldamento a gas con impianti a pompa di calore alimentati da energia elettrica rinnovabile, per una riduzione significativa dell’utilizzo e della dipendenza dai combustibili fossili. La seconda misura riguarda l’acquisto esclusivo di energia elettrica da fonti rinnovabili (avviato già nel 2013), l’incremento dell’autoproduzione di energia da impianti fotovoltaici (6 gli impianti già installati, il più grande dei quali è presso il Centro Donato Menichella di Frascati), il ricorso a strumenti innovativi per l’approvvigionamento di energia elettrica, come gli accordi di lungo termine (Ppa, Power purchase agreement). Questi strumenti mitigano gli effetti di potenziali aumenti di prezzo sulla spesa energetica della Banca e, assicurando certezze ai fornitori come investitori, stimolano la costruzione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili sul territorio italiano.
Altre misure previste dal piano riguardano l’efficienza energetica (incremento delle prestazioni energetiche degli immobili e dei macchinari con interventi di efficientamento mirati su impianti e involucri edilizi), l’ottimizzazione dell’assetto logistico (progressivo utilizzo del desk sharing negli uffici e riduzione a regime del fabbisogno di spazi, con vantaggi in termini di diminuzione di consumi di energia e costi operativi), il ciclo di vita delle banconote (ulteriore riduzione dell’impronta ambientale delle fasi di produzione e selezione del contante, con l’utilizzo di materiali più ecosostenibili e macchinari a basso consumo di energia, e di trasporto delle banconote, ovvero con mezzi di trasporto a più basso impatto sull’ambiente) e la catena di fornitura (stimolo alla decarbonizzazione privilegiando l’acquisto di beni e servizi a minore impatto sull’ambiente e coinvolgendo i fornitori).