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Il risultato della crociata di Trump contro solare e «mulini a vento»: carbone a +31% nelle giornate di freddo

Segnala l’Eia, che è l’agenzia statistica e analitica del dipartimento dell’Energia Usa: la settimana in cui la tempesta Fern ha imperversato sugli Stati Uniti, questo combustibile fossile altamente inquinante e ad alte emissioni ha rappresentato il 21% di tutta la produzione di elettricità
 |  Crisi climatica e adattamento

Donald Trump, da quanto è tornato alla Casa Bianca, ha operato per boicottare i progetti legati alle rinnovabili, tagliato finanziamenti, provato a bloccare con misero risultato la costruzione di impianti eolici, quelli che il presidente Usa chiama sprezzantemente «mulini a vento». Il risultato? Nella settimana conclusasi il 25 gennaio, quando la tempesta invernale Fern ha colpito ampie zone degli Stati Uniti, la produzione di energia elettrica a carbone è aumentata del 31% rispetto alla settimana precedente. A segnalarlo è l’Eia (Energy information administration), ovvero l’agenzia statistica e analitica del dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti. L’aumento arriva dopo una prima parte del mese di gennaio in cui la necessità di ricorrere così massicciamente al carbone non si era fatta sentire, grazie al clima più mite e alle temperature non così basse come nei giorni scorsi.

La necessità di ricorrere a un combustibile fossile e ad alte emissioni di gas serra quale è il carbone, tra l’altro, non è stata isolata. Anche il consumo degli altri combustibili fossili è aumentato con percentuali a due cifre, nonostante i livelli standard americani siamo comunque elevati. Durante la settimana della tempesta invernale, la produzione di gas naturale è aumentata del 14% rispetto alla settimana precedente. Al contrario la produzione di energia solare, eolica e idroelettrica, che ha ricevuto pesanti colpi dall’amministrazione della Casa Bianca nell’ultimo anno, è diminuita. La produzione di energia nucleare, si legge nel report dell’Eia, è rimasta pressoché invariata.

Nel corso delle giornate di freddo intenso, si legge sempre nel report dell’agenzia americana, il carbone ha rappresentato il 21% di tutta la produzione di elettricità, in aumento rispetto al 17% della settimana precedente. Il carbone è stata la seconda fonte di energia utilizzata per l’elettricità, dopo il gas naturale, che ha contribuito per il 38%. Il nucleare si è classificato al terzo posto con il 18%. L’Eia ricorda tra l’altro che «gli operatori della rete possono fare affidamento sulla flotta a carbone per aumentare la produzione di elettricità in caso di eventi meteorologici estremi e in altri momenti in cui la domanda aumenta o la produzione da altre fonti di generazione diminuisce, un modello evidente anche nelle forti ondate di freddo di febbraio 2021 e gennaio 2025».

Redazione Greenreport

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