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Meno rame in agricoltura con un progetto europeo

Life Microfighter prevede di dimezzarne l’uso su vite, pomodoro e olivo
 |  Agricoltura moda turismo

Le sperimentazioni sono già state avviate in Italia, Spagna e Croazia sulle coltivazioni più diffuse: la vite, l’olivo e il pomodoro. Il rame in agricoltura, anche in quella biologica, è consentito ma è pur sempre un inquinante, così è nato il progetto europeo Life Microfighter, finanziato dal programma Life dell’Unione europea e coordinato dal Consorzio Co&So.

Il progetto ha coinvolto 9 partner tra Italia, Spagna e Croazia, tra cui università, centri di ricerca e cooperative agricole, con l’obiettivo di favorire la diffusione di pratiche più sostenibili e di sensibilizzare sia i coltivatori sia i decisori politici sui benefici di strategie alternative all’uso intensivo del rame.

«Il progetto – dice Costantino Raspi, coordinatore del progetto per Co&So - ha validato una strategia innovativa basata su un Zeo-biopesticida naturale, capace di ridurre fino al 50% l’uso del rame, garantendo lo stesso livello di protezione delle colture e senza impatti negativi su qualità e resa. I risultati hanno mostrato che, combinando il nuovo prodotto con una riduzione del rame, è possibile controllare efficacemente patologie come peronospora, picchiettatura, maculatura batterica, rogna dell’olivo e occhio di pavone, mantenendo rese e qualità delle colture biologiche».

«Oltre ai benefici diretti sulla difesa delle piante – aggiunge Patrizia Giorio, direttrice dell’area progettazione europea del Consorzio –, la riduzione del rame ha effetti positivi sul suolo, con minore accumulo metallico e un incremento della biodiversità microbica, fondamentale per la fertilità e la resilienza degli ecosistemi agricoli».

Maurizio Izzo

Giornalista, responsabile comunicazione di una azienda che si occupa di produzioni video, organizzazione di eventi, multimedia. Ho prodotto numerosi documentari sulla cooperazione internazionale.