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I pesticidi vietati in Europa vanno in Africa

Un business da oltre 6 miliardi di euro e un rischio anche per i consumatori europei
 |  Agricoltura moda turismo

L’Europa ha bandito l’uso di molti principi attivi presenti nei pesticidi, ma non la loro produzione. Così questi veleni continuano a essere prodotti e a inquinare il pianeta, l’Africa soprattutto. Lo rileva uno studio della Ong svedese Swedwatch, che stima in circa 122mila tonnellate la quantità di pesticidi altamente pericolosi che nel 2024 sarebbe stata venduta in alcuni paesi africani, Kenya soprattutto.

Secondo il sistema di classificazione elaborato dal’Organizzazione Mondiale della Sanità si tratta delle sostanze classificate come tra le più pericolose e per questo l’Ue ne ha vietato l’uso, ma le aziende europee continuano a esportarli in paesi che hanno normative più deboli. L’Ong rileva anche un paradosso in questo mercato perché gran parte dei prodotti agricoli trattati con le sostanze chimiche illegali poi vengono importati proprio dai paesi europei.

Nel 2022 alle frontiere europee sono state bloccate importazioni dal Kenya per oltre 100mila tonnellate. Il danno per gli agricoltori africani è doppio perché dopo aver pagato per l’acquisto dei pesticidi vedono sfumare il guadagno a causa della distruzione della merce, rendendoli così ancora più vulnerabili. Il danno alla salute e all’ambiente è evidente ed è stato ampiamente documentato dalla Ong svedese. Il risultato – scrivono i relatori dell’indagine – è un persistente divario di responsabilità in cui gli agricoltori locali sostengono i costi delle esportazioni non sicure, mentre le aziende a monte e a valle della filiera alimentare globale continuano a trarne profitto.

Maurizio Izzo

Giornalista, responsabile comunicazione di una azienda che si occupa di produzioni video, organizzazione di eventi, multimedia. Ho prodotto numerosi documentari sulla cooperazione internazionale.