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Verso il social housing: le case verdi non sono davvero sostenibili se non aiutano i più fragili

La rigenerazione urbana non può limitarsi all'efficientemento energetico, ma deve diventare una leva per il contenimento dei costi degli affitti
 |  Green economy

Il concetto di "Casa green" e l'istituzione delle Comunità energetiche rinnovabili (Cer) nascono con una chiara vocazione economica. Un'abitazione ad alta efficienza energetica (non "Classe G") si traduce immediatamente in un vantaggio tangibile sia per l'inquilino che per il proprietario.

  • Vantaggio per l'inquilino: bollette energetiche molto più basse.
  • Vantaggio per il proprietario: detrazioni fiscali per lavori di riqualificazione e un significativo aumento di valore dell'immobile sul mercato, specialmente in vista dell'obbligatorietà della certificazione Ape (Attestato di prestazione energetica) per contratti di affitto e vendita.

Di fronte alla volatilità del costo del gas e alle impennate legate all'instabilità internazionale, un'abitazione efficiente agisce come una vera e propria polizza assicurativa contro le speculazioni energetiche. È una convenienza economica netta, che dovrebbe spingere associazioni di categoria e sindacati a fomentare attivamente questa trasformazione.

La questione dei fondi europei

Il paradosso risiede nell'uso dei fondi. I capitali europei, inclusi quelli del Pnrr, sono in realtà risorse in parte già depositate dall'Italia. La retorica sulla difficoltà di accesso o sull'Europa "cattiva" non può giustificare la mancata attivazione di piani nazionali di rigenerazione urbana massivi. Questi piani rappresentano l'unico strumento efficace per:

  1. Abbassare i costi delle bollette su vasta scala.
  2. Migliorare la qualità della vita dei cittadini.
  3. Ridurre l'inquinamento.
  4. Rilanciare l'economia locale, in particolare a favore dell'enorme indotto delle PMI dell'edilizia.

L'ombra della gentrificazione: il green come lusso

Il nodo critico è la potenziale deriva sociale di alcuni modelli di sviluppo, come quello evidenziato dal "caso Milano", dove il concetto di "green" è sempre più percepito come un fattore di lusso e, di fatto, di esclusione. Quando il tema della casa e della rigenerazione viene affrontato senza anteporre la dimensione sociale, il risultato è un modello degenerato:

  • Il paradosso della moda: La sostenibilità rischia di diventare un semplice "marchio" di tendenza e marketing immobiliare, perdendo la sua missione originaria di sostegno alla comunità.
  • La priorità ai ricchi: Se l'orientamento del green è unicamente verso chi può permettersi di comprare una casa in contesti di lusso, non è un modello socialmente compatibile. Un progetto sostenibile che non è socio-compatibile genera impossibilità di accesso alla casa, persino per la "fascia media della popolazione", a causa dell'impennata dei prezzi di affitti, vendite e del generale costo della vita.

Il vero obiettivo di una pianificazione urbana sostenibile, in linea con i principi fondanti del concetto stesso di sostenibilità, deve necessariamente guardare ai più fragili.

L’importanza della politica e del sindacato

La sfida per la politica e per le grandi organizzazioni rappresentative (come sindacati e federazioni degli inquilini) non è negare o peggio, avversare la casa green, ma diventarne protagonisti attivi della gestione dei processi che riguardano la riqualificazione edilizia e ancora di più i progetti di riqualificazione urbana.

La rigenerazione urbana non può limitarsi all'efficientemento energetico. Deve diventare una leva per il contenimento dei costi degli affitti. Se l'efficientamento di un immobile genera un risparmio sulla bolletta, questo beneficio va a vantaggio dell’inquilino ma anche di chi è proprietario e gestisce quell’immobile.

Il messaggio è inequivocabile: l'unico modo per rendere la transizione energetica un successo duraturo – e non un nemico della società – è assicurarsi che i benefici economici delle Comunità energetiche e dell'efficientamento immobiliare ricadano prima di tutto sui cittadini con minor capacità di spesa.

Solo così il green potrà essere un vero alleato della comunità e uno strumento di equità sociale, ed eviterà la fuga in massa dalle città, in cui l’enorme aumento del “costo della vita” sta facendo fuggire i cittadini, in particolare i più giovani. Questo è un grosso problema di “mantenimento del capitale umano rivolto a innovazione e sviluppo” per città come Milano, Roma, Bologna e per le grandi capitali di tutta Europa, affette tutte da queste problematiche.

La nuova sfida: social housing, competenze e Fondi Ue

L'Unione Europea ha inaugurato una fase strategica che fonde gli obiettivi climatici con la risposta ai bisogni sociali, in particolare nel settore "casa" (House & Green & Social). Questa integrazione, in linea con i concetti di ecologia integrale, si traduce in un piano concreto di investimenti, con fondi cruciali gestiti dalla Bei (Banca europea per gli investimenti).

Per il settore edilizio italiano, questo è un momento di grande opportunità. Tuttavia, il percorso non è esente da rischi.

Cosa ci insegna l’esperienza del Pnrr. Evitare il rischio di non congruenza

Il pericolo principale risiede nella capacità del Paese di accedere e gestire correttamente questi fondi. Nel contesto del Pnrr, è emerso che ben il 70% dei progetti controllati dalla Ue, dopo aver recepito fondi, è risultato "non congruente", esponendo l'Italia al rischio di dover restituire le somme.

Questo campanello d'allarme è fondamentale per la nuova sfida. Il successo o il fallimento dell'iniziativa dipenderà dalla precisione e professionalità con cui i progetti vengono sviluppati e, soprattutto, dalla loro corrispondenza con la realizzazione.

Competenze specialistiche al centro

La criticità si sposta, dunque, dalla mera disponibilità di fondi alla qualità delle competenze necessarie per la progettazione e l'esecuzione.

È essenziale che le competenze specialistiche siano centrali, poiché esistono indicatori specifici (Kpi del sistema Esg Agenda 2030) per misurare in modo oggettivo l'efficacia delle componenti "Sociale" e "Green" di un progetto in fase di progettazione e realizzazione degli interventi.

La chiave per non sprecare questa occasione è mettere insieme "i migliori team" con reale competenza, non semplicemente “noti”, o farli lavorare insieme. Questo va tenuto estremamente in considerazione anche perché la recente approvazione del “Piano casa” governativo affidato al Commissario Abbadessa, funzionerà secondo le dinamiche dei fondi europei, e per essere più chiari del Pnrr.

Quindi la conoscenza dei meccanismi europei di finanziamento, ma soprattutto la consapevolezza tecnica dei progettisti e imprese, ci permetterà di fare di questo momento, un punto di ripartenza questa volta a vero basso impatto, perché rispondente direttamente alle dinamiche europee, un vero momento di rilancio dell’edilizia, oppure, l’ennesimo treno perso.

L'appello alla filiera dell'edilizia è chiaro: creare sinergie tra professionisti in grado di:

  1. Garantire la compliance con i rigorosi standard europei.
  2. Massimizzare l'accesso ai fondi attraverso progetti solidi e ben strutturati.
  3. Fornire una risposta reale alle esigenze del segmento più fragile della popolazione che vive in case sociali.

L'obiettivo finale è la creazione di città più resilienti e inclusive, partendo dalla cura dei più fragili, a beneficio dell'intera comunità. In altre parole, la creazione di città intelligenti.

Giacoma Tiziana Gallo

Giacoma Tiziana Gallo è architetto esperta in pianificazione ecosostenibile e rigenerazione urbana per l’adattamento e mitigazione ai cambiamenti climatici. Titolare del proprio studio e ricercatrice indipendente, è ideatrice e sviluppatrice del programma "Edifici Intelligenti" approvato a Fano nel 2018. Ha ideato nel 2022 la metodologia “Città Intelligenti” a valle di numerosi piani e progetti di rigenerazione urbana ESG Agenda 2030 a Fano, Taranto, Gradara, Milano, Roma, Crispiano, Bisceglie. A maggio 2026 verrà pubblicato il libro sulla rigenerazione urbana e la metodologia “Città Intelligenti” dell’arch. Gallo. Esperta ASVIS per la rigenerazione urbana e delegata per la Bio edilizia e rigenerazione Urbana per il CSI