Le ragioni di chi resta
La Restanza: dedizione alla propria terra, è la storia di gente che resta tra Toscana ed Emilia. Foto e racconti raccolti tra le Alpi Apuane e l’Appennino Tosco Emiliano, di Francesco Tomè (edizioni LEF). Francesco non è un antropologo, è un fotografo e un video maker e con questo spirito ha indagato la vita sulle montagne toscane.
Intervista
Un progetto nato nel 2022, come?
Il progetto nasce grazie alla collaborazione fra il mio professore di fotografia dell’accademia di belle arti di Brera, e la mia professoressa di antropologia visuale. Nasce da prima come una raccolta d’ immagini di volti di persone che appunto “restano”, ovvero abitanti dei paesi appenninici e Apuani della toscana. In seguito il progetto prende anche una direzione audiovisiva diventando il documentario che ho realizzato per l’esame di laurea del triennio. Per quanto riguarda la raccolta di immagini che ho realizzato con il sostegno del mio professore di fotografia, ho avuto la grande occasione di poter rendere questa raccolta un vero e proprio libro fotografico, un libro che racconta senza filtri e senza romanticismi quella che è la realtà di queste terre: non vi aspettate fotografie “belle”, ma piuttosto vere, che cercano di comunicare quello che significa vivere in montagna. La montagna non sono solo tramonti o un’incredibile nevicata. Sono anche giornate grigie, stanchezza, solitudine, fatica…
La domanda che rivolgi è la stessa, perché si decide di restare? Quale ti è sembrato il motivo più ricorrente?
Il motivo più ricorrente negli intervistati e in generale nelle persone con cui ho discusso di questo tema, sta proprio nel profondo amore e attaccamento a quei territori, c’è sacrificio ma mai rassegnazione, sono più i pro che i contro, e quei pro hanno un valore enorme, soprattutto in questo momento storico (tranquillità, connessione con la natura, ritmi più lenti, qualità della vita migliore…) mi piace anche parlare di comunità: c’è un grande senso di comunità, di unione, di essere lì e di essere una grande famiglia. C’è attenzione verso gli altri, c’è la cura dei dettagli… quello che un po’ manca nelle grandi città fra persone che non si guardano neppure negli occhi…
C’è anche un fenomeno di ripopolamento, gente che sceglie di andare a vivere dove gli altri sono scappati
Sono un film maker non un antropologo, la mia conoscenza si ferma alle esperienze che ho vissuto personalmente e ciò che ho appreso sul campo (in gergo antropologico “field-work). Qua in toscana il fenomeno di ripopolamento è in netta minoranza, sulle Alpi, al nord, invece le cose sembra che stiano pian piano cambiando, ma c’è anche una grande attenzione al turismo e ai servizi, cosa che soprattutto sulle Alpi Apuane manca. Le Apuane, patrimonio incredibilmente fragile ed unico, vengono ogni giorno mangiate e corrose dall’estrattivismo del marmo, un grandissimo problema che toglie il focus a tutto ciò che invece potrebbe essere valorizzato in quei territori.
Alpi Apuane e Appennino Tosco Emiliano, hai trovato differenza tra queste due realtà?
La differenza maggiore non sta nelle persone che - come ho detto prima - sanno bene quali sono i vantaggi di vivere lassù, ma nel territorio: in Appennino (forse) si sta iniziando a valorizzare il turismo montano (anche se non comprendo come si possa investire in funivie o impianti sciistici in una fase storica in cui la neve sta scomparendo) e si è compreso che la montagna anche estiva, col tempo diverrà molto più appetibile a causa del forte caldo delle estati future. Poi ora il trekking, la corsa in montagna, sono tutte attività che stanno subendo una crescita esponenziale. Per le Apuane il discorso cambia: si parla di montagne estremamente belle, difficili, con un potenziale esagerato. Uniche nel loro genere in tutto il mondo. Piene di storia, cultura, arte. Purtroppo qua -a parte pochissimi casi isolati- mi viene da dire che siamo lontani dalla consapevolezza di quello che questo territorio potrebbe offrire al posto della estrazione del marmo che sta demolendo intere montagne, vallate, inquinando fiumi balneabili dall’acqua purissima.
Nei racconti ci sono pastori, agricoltori, gestori di rifugio sono queste le professioni di chi resta?
Queste sono una parte delle professioni di chi resta: c’è chi con l’uso dell’automobile (i servizi sono parecchio scadenti, altra grande problematica) riesce a raggiungere i paesi più grandi in media valle. C’è anche chi riesce a rimanere nei paesi più in alto sfruttando la tecnologia e il lavoro da remoto.
I servizi (poste, trasporti, scuola) che ruolo giocano nelle scelte di chi resta o scappa?
I trasporti sono un punto fondamentale per chi resta, avere la certezza di essere traportato da punto A a B in qualsiasi stagione, in varie fasce orarie, dovrebbe essere ovvio. Ahimè non è così, è una questione politica… purtroppo i servizi sono pochi, spesso solo in estate. Se mancano i servizi la gente è costretta ad andarsene.
Perché la politica sembra, in verità è, così assente?
La politica è assente perché manca l’interesse nella valorizzazione di questi territori, si investono i milioni nelle grandi città, scordandosi che quello che poi viene giù dai monti toccherà anche le grandi città (parlo dei fiumi, delle inondazioni…), se non si cura ciò che sta a monte, chi sta a valle si troverà in difficoltà. Se nella politica ci fosse maggiore sensibilità verso le terre alte, sono convinto che le cose potrebbero cambiare. Chi vive in questi piccoli paesi si fa notare più difficilmente, nonostante le comunità siano molto più salde rispetto alla città. Si parla di piccolissimi numeri, anche dieci abitanti per paese…
Internet ha portato qualcosa a questa gente?
Internet è fondamentale, ha creato anche delle nuove possibilità lavorative. Penso che ci faccia sentire anche meno soli in certi momenti. È giusto essere aperti alle nuove tecnologie, conoscerle e saperle usare in modo consapevole, a proprio vantaggio.
È un progetto che potrebbe estendersi ad altre zone d’Italia?
Mi sono reso conto che la Restanza è un fenomeno che ha in realtà un valore universale: vale per chi sceglie di restare a vivere in montagna ma anche per chi decide di rimanere a vivere con una comunità di pescatori in riva al mare, oppure ad un quartiere nel centro di una città che si è riempito solo di turisti e che prova a rimanere vivo e con una propria identità grazie ai pochi abitanti stabili.
So per certo che ho in mente di continuare ad investigare questo fenomeno e sto lavorando al mio prossimo progetto…
Il libro è disponibile all’acquisto su Amazon o direttamente sul sito della casa editrice LEF “libreria editrice fiorentina”.