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Oltre 2.200 partecipanti all’Università di Cagliari per lo sviluppo della geotermia in Sardegna

Ugi: «Tanti settori per i quali può rappresentare un fattore chiave, come il riscaldamento e raffrescamento, gli utilizzi industriali del calore, gli usi termali, la produzione geotermoelettrica»
 |  Nuove energie

Il Dipartimento Dicaar di ingegneria civile, ambientale e architettura dell’Università di Cagliari – insieme all’assessorato all’Industria della Regione autonoma della Sardegna – ha organizzato il convegno Geotermia: potenzialità opportunità di sviluppo e buone pratiche in Sardegna che ha richiamato oltre 2.200 persone, tra presenze fisiche e online: un momento di confronto fra istituzioni, ricerca, industria, professionisti, territori, studenti e cittadini su un tema di grande rilevanza per la sicurezza, l’indipendenza energetica e la decarbonizzazione dell’economia dell’isola.

Il convegno è stato organizzato in collaborazione con l’Unione geotermica italiana (Ugi), l’Associazione italiana riscaldamento urbano (Airu), l’Ordine degli ingegneri della provincia di Cagliari, l’Ordine dei geologi della Sardegna, la Rete delle professioni tecniche della Sardegna e l’Ordine dei periti industriali della Provincia di Cagliari: un appuntamento di alto livello che «ha permesso di fare incontrare una rete di portatori di interesse per sviluppare ed accelerare studi di prefattibilità nei tanti settori per i quali la Geotermia può rappresentare un fattore chiave, come il riscaldamento e raffrescamento, le reti di teleriscaldamento e teleraffrescamento di 5a generazione, gli utilizzi industriali del calore, gli usi termali, la produzione geotermoelettrica e cogenerativa», come sintetizzano da Ugi.

Si tratta di un esito in controcorrente rispetto all’attuale momento storico che sta attraversando la Sardegna, dove si stanno moltiplicando le sindromi Nimby e Nimto contro altre energie rinnovabili come quella solare o eolica; la stessa Giunta sarda ha visto bocciarsi pochi giorni fa dalla Corte costituzionale la propria legge sulle aree idonee ai nuovi impianti rinnovabili – ovvero quelle aree dove l’iter autorizzativo dovrebbe essere più snello –, che avrebbe escluso la quasi totalità del territorio sardo.

Che la geotermia possa costituire una positiva eccezione a questa chiusura verso la transizione energetica? «L’assessore regionale dell’Industria, Emanuele Cani, intervenuto al convegno, ha ribadito l’interesse della Regione per la valutazione delle potenzialità della geotermia, che verrà inserita anche nella revisione del Piano energetico e ambientale della Regione Sardegna, nell’ottica di accelerare la transizione energetica – osserva nel merito l’Ugi – Il sindaco di Viddalba, Giovanni Andrea Oggiano, e il prof. Frattolillo del Dicaar hanno presentato il progetto pilota di una rete di teleriscaldamento e teleraffreddamento per il Comune di Viddalba, finanziato dalla Comunità europea. Questa potrebbe essere la volta buona nella quale la geotermia ritorna a dare un contributo importante alla Sardegna, dopo le terme di Traiano a Fordongianus».

Redazione Greenreport

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