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Report Istat sul benessere equo e sostenibile dei territori: in Toscana metà indicatori sopra la media nazionale

L’Istituto di statistica ha pubblicato un’indagine per ciascuna delle 20 regioni italiane. Tra le dieci province toscane, Firenze ha il maggior numero di indicatori su livelli significativamente migliori della media registrata a livello Paese (46, di cui oltre la metà sono forti vantaggi) e il minor numero di indicatori in svantaggio (7)
 |  Toscana

A novembre l’Istat ha pubblicato un rapporto riguardante gli indicatori di benessere equo e sostenibile (Bes) relativi all’anno 2024 nel quale veniva segnalato che in Italia abbiamo diverse criticità e condizioni peggiori di quelle presenti nel resto dell’Unione europea. Successivamente, sempre l’Istat ha presentato l’edizione 2025 del Report BesT, il Benessere equo e sostenibile dei Territori, con dati resi disponibili per ciascuna delle 20 regioni italiane.

Attraverso grafici interattivi, una serie di infografiche, e pagine web ad hoc, viene delineato un quadro in cui a fianco dei dati nazionali vengono inseriti ulteriori indicatori di benessere rilevanti per le politiche locali. In quest’ultima edizione del report BesT, inoltre, la misurazione del benessere territoriale viene implementata con l’introduzione di misure del reddito disponibile equivalente degli individui, elaborate a partire dal Sistema integrato dei registri dell’Istat, e degli indicatori soggettivi di Benessere, rilevati dal Censimento della popolazione in riferimento alla percezione di sicurezza e del rischio di criminalità nella zona in cui si vive, alle reti d’aiuto e alla soddisfazione per la vita.

Ebbene, andando a leggere i report delle singole regioni italiane, emerge che nell’ultimo anno disponibile, sui 60 indicatori analizzati metà collocano la Toscana in vantaggio, ovvero su livelli di benessere significativamente superiori alla media nazionale, mentre 11 segnalano posizioni di svantaggio.

Tra le dieci province toscane, scrivono i ricercatori dell’Istat Firenze ha il maggior numero di indicatori su livelli significativamente migliori della media nazionale (46, di cui oltre la metà sono forti vantaggi) e il minor numero di indicatori in svantaggio (7). Anche la maggior parte delle altre province si caratterizzano per la prevalenza di vantaggi (Siena ne registra per 38 indicatori); a Massa-Carrara il numero di indicatori in vantaggio (23) è equivalente al numero di quelli in svantaggio; a Livorno si osserva il numero maggiore di indicatori su livelli di benessere inferiori alla media nazionale (24).

Il maggior numero di indicatori in svantaggio si osserva nei domini Innovazione, ricerca e creatività, Qualità dei servizi e Ambiente. In quest’ultimo, scrivono gli autori del report, nessuna provincia mostra un profilo marcatamente positivo, mentre nei primi due emergono chiare differenze tra la città metropolitana di Firenze, con quasi tutti gli indicatori su livelli più elevati dell’Italia, e le altre province, con profili più articolati, caratterizzati da indicatori in vantaggio e in svantaggio. Per Firenze l’unico indicatore non in vantaggio, nella Qualità dei servizi, è quello relativo alla copertura del servizio di raccolta differenziata dei rifiuti urbani, che qui si allinea alla media nazionale mentre raggiunge i livelli migliori nelle provincie di Prato e Lucca.

Sempre per il capitolo Ambiente, l’Istat segnala che «l’impermeabilizzazione del suolo da copertura artificiale, nel 2023, è pari al 6,19 per cento, valore non distante dalla media italiana (7,16) ma fortemente disomogeneo nel territorio, con punte molto elevate nelle province di Prato (14,32 per cento, il massimo regionale), Pistoia e Livorno (entrambe intorno al 10,20 per cento), Lucca (9,14 per cento)». Si legge poi che anche per la dispersione della rete idrica comunale (40,9 per cento in Toscana, 42,4 in Italia nel 2022) «si evidenziano ampie differenze a livello provinciale con Arezzo, Siena, Livorno e Firenze su livelli significativamente migliori (22,8; 31,8; 37,2; 37,8 per cento) e Massa-Carrara, Grosseto e Prato su livelli peggiori. Il divario maggiore – scrive l’Istat – si registra a Massa-Carrara (56,8) dove l’indicatore segna anche un forte peggioramento rispetto al 2018 (+9 punti percentuali circa), in controtendenza con la maggior parte delle altre province (il calo maggiore si rileva ad Arezzo, -11,1 punti). Pure la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili varia notevolmente tra le province, anche in funzione della localizzazione degli impianti: a Grosseto, Pisa e Siena eccede i consumi interni (159,2, 134,1 e 108,6 per cento), segnando un marcato vantaggio sulla media-Italia».

Nel dominio Lavoro e conciliazione dei tempi di vita, si legge infine nel report BesT dedicato alla Toscana, gli indicatori provinciali mostrano una tendenza diffusa a livelli di benessere relativo più elevati: per quattro dei sei indicatori analizzati tutte le province ottengono risultati significativamente migliori della media italiana. Anche nel dominio Salute i vantaggi prevalgono nettamente sugli svantaggi, soprattutto per speranza di vita alla nascita e per mortalità evitabile; il primo indicatore colloca in svantaggio Grosseto; il secondo Massa-Carrara.

Redazione Greenreport

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