Dai rifiuti plastici abbandonati in mare a nuovi prodotti: il progetto Plastron arriva a Genova
In Europa consumiamo ogni anno 62,8 milioni di tonnellate di materiali plastici – per il 33,9% imballaggi – e due terzi diventano subito rifiuti: solo il 19% delle plastiche viene riciclato, nonostante esperienze d’eccellenza sul fronte degli imballaggi. Al contempo cresce l’inquinamento da plastica nei nostri mari, cui la scorsa estate il fallimento del Trattato internazionale sostenuto dall’Onu non ha ancora saputo mettere un freno.
Nuove risposte si stanno dunque facendo largo a partire dalla comunità locali, come quelle messe in rete dal progetto Plastron. Finanziato dal Programma Interreg Italia-Francia Marittimo 2021-2027, il cuore del progetto Plastron è la valorizzazione dei rifiuti plastici in diverse regioni del Mediterraneo, trasformando un problema in risorsa per il territorio locale: le plastiche abbandonate in mare – oggi causa di gravi impatti su ecosistemi, fauna marina e salute umana – possono infatti diventare materiali rigenerati, reinseriti nel ciclo produttivo attraverso tecnologie a basso impatto ambientale e filiere di prossimità.
Dopo studi e analisi condotti dai partner coinvolti – tra cui Cispel Confservizi Toscana (capofila), Università di Genova, Comune di Stintino, Città di Île Rousse, Université Côte d’Azur, Medsea e Agenzia regionale recupero risorse (Arrr) della Toscana –, Plastron si presenta adesso a Genova con un’open day in programma martedì 18 febbraio.
La giornata dei lavori prevede un seminario mattutino e visita pomeridiana ai laboratori universitari, per fare il punto su materiali, processi e soluzioni che trasformano la raccolta in riciclo e innovazione, con un’attenzione particolare ai territori costieri e alla scalabilità economica delle filiere.
L’appuntamento si terrà al mattino (9:00–13:00) presso la Sede DAD dell’Università di Genova, in Stradone di Sant’Agostino 37, con una sessione di lavoro dedicata a “Due anni di Plastron: risultati raggiunti e sfide aperte”, mentre nel pomeriggio (15:00–17:00) è prevista una visita guidata ai laboratori del DIME (Università di Genova) in Via all’Opera Pia 15, con dimostrazioni pratiche sulle attività di stampa 3D sviluppate nell’ambito del progetto.
Dopo la registrazione dei partecipanti e i saluti istituzionali, il programma prevede un inquadramento su normativa e primi esiti operativi, per poi entrare nel vivo con il passaggio “dalla raccolta al riciclo”, affrontando tecnologie e competenze necessarie a rendere replicabili le soluzioni. Interverranno, tra gli altri, Emanuele Magi (Università di Genova, direttore del Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale), Nicola Valentino Canessa (Genova Smart City) e Alessia Scappini (AD Revet, Consiglio direttivo Confservizi Cispel Toscana); seguiranno contributi di Massimiliano Di Mattia (ARRR Toscana) e Stefano Becherini (Revet). Nella seconda parte della mattinata si parlerà di materiali, processo e innovazione con Dario Cavallo (Università di Genova), del modello economico per rendere “scalabile” PLASTRON con Pedro Lopez-Merino (Université Côte d’Azur – UMR GREDEG), e di ecodesign per territori costieri, tra arredi e tattica urbana, con Paola Riviezzo (Mediterranean Coast and Sea Foundation – Istituto Europeo di Design). Spazio anche alle esperienze dei siti pilota: Île-Rousse con Patrick Botey (Ville de L’Île-Rousse) e Stintino con Maria Giuseppina Perla (Comune di Stintino). I lavori saranno coordinati da Irene Mari (Confservizi Cispel Toscana).
Nel pomeriggio, la visita ai laboratori DIME è pensata per mostrare in modo diretto il funzionamento e le potenzialità della manifattura additiva: una breve introduzione teorica per inquadrare principi, vantaggi e limiti della stampa 3D, seguita da una dimostrazione pratica con macchine in funzione e analisi dei pezzi prodotti. La visita sarà articolata in due gruppi (15:00–16:00 e 16:00–17:00) e sarà guidata da Chiara Mandolfino e Mattia Frascio (Università di Genova) insieme a Stefano Becherini (Revet).
È prevista anche la possibilità di seguire l'evento online, con interpretariato italiano–francese, tramite iscrizione attraverso il QR code riportato qui di seguito: un dettaglio che conferma la natura transfrontaliera del percorso e la volontà di mettere in rete risultati, competenze e modelli di governance, dal quadro regolatorio alle soluzioni di ecodesign, fino alle applicazioni industriali e territoriali.
