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Ultime news da "Nuove energie"

20 Apr, 2026
Neanche a dirlo è l’Italia, al quale la Ieefa dedica ampie parti dell’ultima analisi su ciò che determina i prezzi delle bollette: nonostante la forte interconnessione fisica tra i mercati europei, da noi i prezzi all’ingrosso dell’energia elettrica sono circa il doppio di quelli presenti in Spagna e Francia. Il motivo? «Il gas rimane centrale nel sistema in Italia, dove rappresenta quasi la metà della produzione e determina il prezzo marginale per una quota molto più ampia di ore»
I prezzi dell’elettricità in Europa sono ancora pericolosamente legati al gas, trasformando le tensioni geopolitiche in una vulnerabilità strutturale del sistema. A evidenziarlo è l’Institute for energy economics and financial analysis (Ieefa), che nell’ultimo report appena pubblicato offre una visione globale sul Vecchio continente e un focus in particolare sull’Italia, indicato come esempio di Paese comunitario ancora pesantemente dipendente dall’import di gas, e per questo molto vulnerabile. L’analisi prende le mosse dal fatto che la guerra in Iran e l’interruzione dei flussi di gas natur…

20 Apr, 2026
Poche persone a Milano per la manifestazione dei sovranisti. Per i padroni del settore petrolifero e del gas, e la politica che li sostiene, la situazione sta arrivando a un punto di non ritorno. E non è un caso che le forze progressiste continentali si siano date appuntamento a Barcellona: cartoline dalla Catalogna, con Pedro Sánchez e Elly Schlein abbracciati, mentre a Milano l’immagine di Alberto Da Giussano dietro il leader della Lega è la fotografia di una società fossilizzata
Sono ciechi ma parlano anche troppo. Non vedono, non vogliono vedere che l’ennesima guerra in Medio Oriente ha provocato uno choc petrolifero di dimensioni planetarie. Le compagnie ‘fossili’, quelle del petrolio e del gas, stanno facendo extra profitti giganteschi sulla pelle della gente comune. Eppure le destre, non solo quelle italiane, non abbandonano ricette fallimentari che mettono a rischio l’equilibrio ecologico, oltre che i bilanci dei contribuenti. Dal palco di Milano, ad esempio, il leader leghista Matteo Salvini parla come se fosse un gioco da ragazzi il ritorno al nucleare e l’acq…

20 Apr, 2026
Altre buone notizie relative al 2025: lo stoccaggio in batterie è la tecnologia del settore energetico in più rapida crescita lo scorso anno, le emissioni in Cina diminuiscono e in India sono stabili per la prima volta dagli anni ’70. La cattiva notizia viene dall’America di Trump, dove è aumentato il ricorso al carbone: questo ha fatto sì che per la prima volta dagli anni ’90 le emissioni delle economie avanzate crescessero più rapidamente (+0,5%) rispetto a quelle delle economie emergenti e in via di sviluppo (+0,3%)
L’Agenzia internazionale dell’energia (International energy agency, Iea) ha appena pubblicato la “Global energy review 2026”, documento di una cinquantina di pagine ricche di dati, grafici e tabelle da cui emergono una serie di notizie interessanti, sia positive che negative. Partiamo dalle positive: nel 2025, anno in cui la domanda energetica globale è cresciuta a un ritmo più lento rispetto all’anno precedente, il solare fotovoltaico è diventato per la prima volta il principale motore della crescita dell’offerta energetica globale. Il rapporto mostra che la crescita complessiva della doman…

20 Apr, 2026
È online la selezione a cura di Maurizio Izzo delle principali notizie pubblicate nel corso dell’ultima settimana. Al centro c’è sempre la guerra e la crisi energetica, ma c’è anche una buona notizia: viene dalla Toscana e in particolare dalle aree geotermiche di Larderello e del Monte Amiata
Anche la nuova puntata del podcast “La settimana di Greenreport” gira intorno alla guerra, «ma invece che pensare a un ritorno alla normalità vogliamo pensare all’uscita dalla crisi in una direzione diversa», dice in apertura il direttore responsabile del nostro giornale, Maurizio Izzo: È quella che ci indica l’economista Agostino Re Rebaudengo. È evidente, dice, che ci vorrà molto tempo per tornare alla normalità, una normalità alla quale dovremmo invece preferire l’equilibrio energetico, più sicuro e competitivo, che solo la transizione può garantire. La prima azione è installare 20 GW di r…

17 Apr, 2026
A Bruxelles è pronta la bozza di “Accelerate Eu”, pacchetto di indicazioni agli Stati membri che sarà presentato il 22 aprile per far fronte alle ricadute in Europa della guerra in Medio Oriente
Almeno un giorno di telelavoro obbligatorio a settimana, trasporti pubblici più economici, taglio del riscaldamento e voucher energetici per le famiglie vulnerabili. A Bruxelles è pronta la bozza del piano “Accelerate Eu”, contenente una serie di misure che la Commissione europea raccomanda ai Paesi membri per far fronte alla crisi energetica innescata dai bombardamenti americani e israeliani sull’Iran e dal conseguente blocco dello Stretto di Hormuz, dal quale passa una parte importante di petrolio e gas naturale liquefatto estratti in Medio Oriente. Il piano dovrebbe essere formalmente pre…

15 Apr, 2026
Il premio Nobel sottolinea nella sua ultima analisi su Substack che Trump non riuscirà a fermare la rivoluzione delle energie pulite, ma con la sua ossessione per petrolio e gas sta favorendo il dominio di Pechino nei settori dell’eolico, del fotovoltaico, delle batterie e dei veicoli elettrici. E la guerra in Iran accelererà questo processo. «Alla fine, non stiamo solo bruciando combustibili fossili; stiamo bruciando anche il nostro futuro»
«Donald Trump vuole fermare la rivoluzione delle energie rinnovabili. Ma non ci riuscirà: essa continuerà ad avanzare in tutto il mondo perché i dati economici e scientifici sono inoppugnabili». Lo scrive il premio Nobel per l’Economia Paul Krugman osservando che l’unica cosa che però Trump può però fare è far perdere un’occasione all’America e favorire invece un avversario commerciale come Pechino: «Il grande vincitore geopolitico dell’ostilità di Trump nei confronti della rivoluzione energetica sarà la Cina, che domina il settore delle infrastrutture per le energie rinnovabili». Una previsi…

15 Apr, 2026
La crisi energetica innescata dal conflitto nel Golfo fa accelerare l’era dell’elettrificazione: rispetto agli shock petroliferi degli anni ’70, da cui si uscì puntando su una diversificazione basata sul nucleare, oggi le rinnovabili sono un’alternativa alla dipendenza da petrolio e gas già a portata di mano più economica, più veloce e più sicura
«Ex malo bonum», recita il motto latino attribuito a Sant’Agostino riguardo al fatto che si può trarre del bene anche dal male. Ecco, probabilmente la crisi del Golfo e il conseguente shock petrolifero più grave della storia che ora rischia di provocare una recessione a livello globale sono un’occasione per mettere in pratica quella massima. E lo si può fare partendo da due considerazioni legate alla guerra in Iran (e non solo) e ai modelli di approvvigionamento energetico che si affidano o ai pozzi petroliferi o invece ad altre fonti di energia. Le due considerazioni sono contenute in un’ana…

14 Apr, 2026
Il sorpasso: a marzo sono state la prima fonte di elettricità nel Paese, anche se la crescita della domanda e le politiche presidenziali continuano a tenere a galla il carbone
Nonostante la crociata mossa da Donald Trump contro le energie rinnovabili, nel corso dell’ultimo mese negli Usa le fonti pulite hanno prodotto più elettricità rispetto al gas fossile: è la prima volta che accade, come segnalano dall’Università di Yale mettendo in fila i dati del think tank Ember e quelli della Energy Information Administration. Nel complesso, le rinnovabili – come solare, eolico, idroelettrico, geotermia – sono state la principale fonte di elettricità negli Stati Uniti a marzo; il nuovo massimo storico per le rinnovabili riflette sia la rapida crescita di eolico e solare s…