Skip to main content


Ultime news da "Crisi climatica e adattamento"

23 Mar, 2026
Nell’ultimo rapporto sullo “stato del clima”, l’agenzia Onu segnala che abbiamo appena vissuto il decennio più caldo mai registrato, e ciò è dovuto allo «squilibrio» energetico causato dai gas serra. Guterres: «Il pianeta sta superando tutti i limite»
Abbiamo appena vissuto il decennio più caldo mai registrato. Chiuso da un anno, il 2025, che si è classificato come il secondo o terzo più caldo di sempre, con una temperatura media globale di circa 1,43°C sopra i livelli pre-industriali. L’ennesimo alert su dove ci stanno portando le emissioni prodotte dall’uso dei combustibili fossili arriva dall’ultimo “State of the Global Climate” a cura dell’Organizzazione meteorologica mondiale (World meteorological organization, Wmo). In una quarantina di pagine ricche di dati, grafici e tabelle, gli esperti di Ginevra segnalano che il clima terrestre…

20 Mar, 2026
Entro luglio verranno rivisti alcuni punti del meccanismo riguardante lo scambio di quote di emissioni. Per von der Leyen «la revisione sarà rilevante anche per l’Italia». A partire da lunedì partiranno le consultazioni sul decreto bollette
Concluso il Consiglio europeo dedicato principalmente agli scenari di guerra e al caro energia, la premier italiana Giorgia Meloni prova a guardare al bicchiere mezzo pieno con cui ne esce il suo governo. Commentando con i giornalisti la due giorni di Bruxelles, fa buon viso a cattivo gioco su quanto concordato da capi di Stato e di governo sull’Ets e concentra invece l’attenzione sul fatto che il decreto bollette non dovrebbe trovare ostacoli a livello comunitario. «La questione centrale per l’Italia era quella della competitività e dei prezzi dell’energia – dice – Siamo arrivati segnalando…

20 Mar, 2026
Questi i risultati a cui è giunto un team di ricercatori che si sono basati sull’European extreme events climate index (E3CI). I dettagli in un report dal titolo “Come sta l’Italia? Analisi degli eventi metereologici fuori dall’ordinario 2024/2025”
Chi legge il nostro giornale ormai ne è consapevole: gli eventi meteorologici estremi non sono più fenomeni sporadici, ma una componente crescente della nostra quotidianità, con impatti tangibili su economia, società e territori. E ora l’ennesima conferma in questo senso arria dal report “Come sta l’Italia? Analisi degli eventi meteorologici fuori dall’ordinario 2024/2025”, basato sull’European extreme events climate index (E3CI), sviluppato grazie a un progetto finanziato dalla Fondazione Ifab con la collaborazione della Fondazione Cmcc, Leithà UnipolSai e distribuito da Hypermeteo e Radarme…

18 Mar, 2026
Sturloni: «I principali media italiani sono costretti a tacere le responsabilità delle aziende inquinanti perché dipendono dalle loro pubblicità per sopravvivere»
È in calo da due anni consecutivi l’attenzione dedicata ai media italiani alla crisi climatica, con un nuovo tracollo nel corso del 2025 documentato dal nuovo rapporto appena pubblicato dall’Osservatorio di Pavia per Greenpeace, analizzando quanto e come il tema è stato raccontato dai cinque quotidiani più diffusi (Corriere della Sera, la Repubblica, Il Sole 24 Ore, Avvenire, La Stampa) e dai telegiornali serali delle reti RAI, Mediaset e La7: se ne ricava che negli ultimi quattro anni si è dimezzata l’attenzione dei Tg, mentre sui giornali è raddoppiata la pubblicità dell…

17 Mar, 2026
È quanto emerge da uno studio del think tank Ecco riguardante i ricavi degli anni 2012-2024, nel quale viene anche sottolineato che siamo «ben al di sotto delle previsioni di spesa attualmente previste ex legem del 50% dei proventi». I ricercatori del centro studi sul clima segnalano anche lacune in termini di pianificazione e tracciabilità della spesa dei proventi sia in termini di volumi che di destinazioni d’uso
Il think tank italiano per il clima Ecco ha realizzato uno studio riguardante un aspetto specifico dell’Eu Ets (European union Emission trading system), ovvero quanti sono e come vengono usati in Italia i proventi di questo sistema europeo di scambio delle quote di emissione di CO₂. Ebbene, il primo dato che emerge con evidenza è che dalle rendicontazioni pubbliche presentate alla Commissione europea risulta che tra il 2012 e il 2024 le aste Ets hanno generato 18,2 miliardi di euro di entrate e però, stando alle sole rendicontazioni disponibili, viene fuori che solo 1,6 miliardi di euro, pari…

17 Mar, 2026
Il think tank Ecco spiega perché l’Europa dovrebbe prevedere la possibilità di riconoscere uno status speciale alla spesa pubblica per investimenti green, escludendola dalle regole fiscali europee ed in particolare dal calcolo del deficit e del debito utilizzato nel Patto di stabilità e crescita. L’idea di fondo è che gli investimenti che promuovono resilienza climatica non dovrebbero essere trattati come spesa corrente in quanto investimenti strategici per la stabilità economica presente e futura
C’è uno strumento che l’Unione europea potrebbe mettere a disposizione degli Stati membri alle prese con il caro bollette e lo shock energetico innescato dalla guerra in Iran, uno strumento «verde» e «dorato» che tra l’altro sarebbe fondamentale per trasformare il Green deal da una lista di obiettivi ambiziosi a una realtà non solo finanziariamente sostenibile per tutte le capitali europee, ma che garantisce essa stessa stabilità e sicurezza. Sì, uno strumento verde aureo, perché la regola verde per eccellenza prende proprio il nome di “Green golden rule”. Alla questione dedica un’approfondit…

16 Mar, 2026
Troppo caldo e troppo secco. Österreichischen Alpenvereins: il ritiro dei ghiacciai richiede un'azione rapida
Secondo l'ultimo rapporto “Gletscherhaushaltsjahr 2024/25“ dell‘Österreichischen Alpenvereins (il club alpino austriaco), «94 dei 96 ghiacciai monitorati sono in fase di ritiro. l'Alpeiner Ferner (Tirolo) e lo Stubacher Sonnblickkees (Salisburgo) stanno subendo le perdite maggiori, con un ritiro di oltre 100 metri. Anche la disintegrazione della lingua glaciale del Pasterze, il ghiacciaio più grande dell'Austria, sta progredendo, rendendo visibili le conseguenze del cambiamento climatico. Questi cambiamenti nelle Alpi dovrebbero essere un campanello d'allarme, spingendo a una rivalutazione de…

13 Mar, 2026
Dopo aver approvato nel dicembre 2023 il Pnacc, il governo Meloni non ha fatto nulla per fornirlo delle gambe su cui si sarebbe dovuto muovere. Ora il Mase dice che la struttura rappresenta «una condizione propedeutica indispensabile per affrontare gli impatti dei cambiamenti climatici in maniera efficace». Ma allora perché si è perso tutto questo tempo?
Senza troppo clamore, a fine febbraio si è svolta presso il ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica la riunione di insediamento del Comitato di indirizzo e coordinamento dell’Osservatorio nazionale per l’adattamento ai cambiamenti climatici. Ne dà ora notizia lo stesso dicastero guidato da Gilberto Pichetto Fratin, con una nota in cui specifica che l’organismo è stato istituito con decreto ministeriale varato a metà dicembre e che è composto da 16 membri, rappresentanti di dieci ministeri, del Dipartimento della protezione civile, dell’Agenzia nazionale ItaliaMeteo, della Confere…