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Ultime news da "Crisi climatica e adattamento"

17 Mar, 2026
Il think tank Ecco spiega perché l’Europa dovrebbe prevedere la possibilità di riconoscere uno status speciale alla spesa pubblica per investimenti green, escludendola dalle regole fiscali europee ed in particolare dal calcolo del deficit e del debito utilizzato nel Patto di stabilità e crescita. L’idea di fondo è che gli investimenti che promuovono resilienza climatica non dovrebbero essere trattati come spesa corrente in quanto investimenti strategici per la stabilità economica presente e futura
C’è uno strumento che l’Unione europea potrebbe mettere a disposizione degli Stati membri alle prese con il caro bollette e lo shock energetico innescato dalla guerra in Iran, uno strumento «verde» e «dorato» che tra l’altro sarebbe fondamentale per trasformare il Green deal da una lista di obiettivi ambiziosi a una realtà non solo finanziariamente sostenibile per tutte le capitali europee, ma che garantisce essa stessa stabilità e sicurezza. Sì, uno strumento verde aureo, perché la regola verde per eccellenza prende proprio il nome di “Green golden rule”. Alla questione dedica un’approfondit…

16 Mar, 2026
Troppo caldo e troppo secco. Österreichischen Alpenvereins: il ritiro dei ghiacciai richiede un'azione rapida
Secondo l'ultimo rapporto “Gletscherhaushaltsjahr 2024/25“ dell‘Österreichischen Alpenvereins (il club alpino austriaco), «94 dei 96 ghiacciai monitorati sono in fase di ritiro. l'Alpeiner Ferner (Tirolo) e lo Stubacher Sonnblickkees (Salisburgo) stanno subendo le perdite maggiori, con un ritiro di oltre 100 metri. Anche la disintegrazione della lingua glaciale del Pasterze, il ghiacciaio più grande dell'Austria, sta progredendo, rendendo visibili le conseguenze del cambiamento climatico. Questi cambiamenti nelle Alpi dovrebbero essere un campanello d'allarme, spingendo a una rivalutazione de…

13 Mar, 2026
Dopo aver approvato nel dicembre 2023 il Pnacc, il governo Meloni non ha fatto nulla per fornirlo delle gambe su cui si sarebbe dovuto muovere. Ora il Mase dice che la struttura rappresenta «una condizione propedeutica indispensabile per affrontare gli impatti dei cambiamenti climatici in maniera efficace». Ma allora perché si è perso tutto questo tempo?
Senza troppo clamore, a fine febbraio si è svolta presso il ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica la riunione di insediamento del Comitato di indirizzo e coordinamento dell’Osservatorio nazionale per l’adattamento ai cambiamenti climatici. Ne dà ora notizia lo stesso dicastero guidato da Gilberto Pichetto Fratin, con una nota in cui specifica che l’organismo è stato istituito con decreto ministeriale varato a metà dicembre e che è composto da 16 membri, rappresentanti di dieci ministeri, del Dipartimento della protezione civile, dell’Agenzia nazionale ItaliaMeteo, della Confere…

12 Mar, 2026
In tutto il mondo, la copertura è diminuita del 14% nel 2025 rispetto al 2024, ed è inferiore del 38% rispetto al 2021
Nel 2025, il terzo anno più caldo mai registrato sulla Terra, enormi incendi hanno distrutto interi quartieri di Los Angeles, un'ondata di caldo mortale ha ucciso più di 24.000 persone in Europa e potenti tempeste hanno provocato inondazioni catastrofiche nel Sud-est asiatico... Eppure, secondo il nuovo rapporto speciale “A Review of Media Coverage of Climate Change and Global Warming in 2025”, «Le questioni, gli eventi e gli sviluppi legati al clima hanno ricevuto una copertura meno frequente, attraverso temi politici, economici, scientifici, culturali, ecologici e meteorologici interconness…

12 Mar, 2026
Nemmeno l’uragano Helena ha fatto cambiare l’atteggiamento degli statunitensi su clima e politica. Un rischio mal valutato ritarda l’azione climatica
Alla fine di settembre 2024, Helene, uno degli uragani più letali nella storia del nord America, ha colpito il sud-est degli Stati Uniti e quando, dopo pochi giorni, la tempesta si è placata, o danni erano stati enormi e avevano perso la vita più di 250 persone. Helene aveva seminato morte e distruzione appena 5 settimane prima delle elezioni presidenziali statunitensi che hanno riportato alla Casa Bianca il negazionista climatico Donald Trump e i ricercatori si sono chiesti se questo tipo di eventi meteorologici estremi possa influenzare l'atteggiamento dell’opinione pubblica nei confronti…

10 Mar, 2026
Se il tasso di riscaldamento degli ultimi 10 anni dovesse continuare, prima del 2030 ci sarà un superamento a lungo termine dei +1,5° C previsto dall'Accordo di Parigi
Secondo lo studio “Global Warming Has Accelerated Significantly”, pubblicato su Geophysical Research Letters dallo statistico statunitense Grant Foster e da Stefan Rahmstorf del Potsdam-Instituts für Klimafolgenforschung (PIK), «Il riscaldamento globale ha accelerato dal 2015». Al Pik spiegano che «Dopo aver tenuto conto delle influenze naturali note sulla temperatura globale, il team di ricerca ha rilevato per la prima volta un'accelerazione statisticamente significativa del trend di riscaldamento. Negli ultimi dieci anni, il tasso di riscaldamento stimato è stato di circa 0,35° C per decenn…

9 Mar, 2026
La temperatura media annua in Italia è aumentata di 1,8°C negli ultimi 15 anni, ma in diverse città settentrionali l’aumento supera i 3°C
L’Indice delle città con il miglior clima d’Italia è stato aggiornato oggi dal Sole 24 Ore, come prima tappa di avvicinamento alla storica indagine della Qualità della vita del Sole 24 Ore che ogni anno misura i territori più vivibili del nostro Paese: la classifica sul clima, in particolare, fotografa il benessere climatico e racconta quali sono le città capoluogo in grado di offrire le condizioni meteo migliori a chi vive sul territorio in base ai dati medi rilevati nell’arco del decennio 2015-2025. Per il terzo anno consecutivo primeggia Bari, città seguita da diverse località della cost…

9 Mar, 2026
Attualmente è al 137,1%, ma secondo un nuovo rapporto del centro studi britannico New economics foundation non è niente in confronto a quel che potrebbe succedere di fronte a un atteggiamento “business as usual” riguardo riscaldamento globale e connessi eventi meteo estremi. La soluzione? Passa per le rinnovabili e una riforma delle norme fiscali dell’Ue
Stando all’ultimo bollettino Ista, pubblicato una settimana esatta fa, il rapporto debito/Pil dell’Italia è a quota 137,1%. Troppo alto? Un brutto segnale per valutare la capacità del nostro Paese di effettuare pagamenti futuri? In realtà rischiamo di ben peggio in un futuro neanche troppo lontano. Secondo un nuovo rapporto su scala continentale appena pubblicato dalla New economics foundation (Nef) sull’impatto della crisi climatica sul debito pubblico degli Stati europei, tutte le attuali analisi di sostenibilità del debito dell’Ue ignorano i danni economici del cambiamento climatico, che v…