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Ultime news da "Nuove energie"

13 Ago, 2026
Il Governo ha dichiarato lo stato di emergenza energetica: torna al carbone e ha già annunciato la possibilità di togliere elettricità alle industrie per mantenere in piedi la rete elettrica. I cittadini sono incoraggiati a ridurre i consumi nelle ore serali
Alla centrale di Cernavoda non resta più alcun reattore nucleare in funzione. Come riporta la Reuters – e come anticipato ieri sulle nostre colonne – l’azienda pubblica Nuclearelectrica ha avviato e poi completato oggi, giovedì 13 agosto, la disconnessione dalla rete dell’ultimo dei due reattori della centrale romena – l’unica del Paese –, che è stato fermato perché i livelli record del Danubio in secca non assicurano l’acqua necessaria al raffreddamento. Il primo reattore era già stato spento alla fine di luglio. I due impianti di Cernavoda hanno una potenza di 706 MW ciascuno e, in condizi…

13 Ago, 2026
Nel 1990 rappresentava oltre un terzo della produzione Ue, adesso è sceso al 9,2% e continua a calare. Eppure il Governo Meloni ha esteso la vita utile delle centrali nazionali
Il primo sorpasso è arrivato nel 2024, quando anche il fotovoltaico ha prodotto nell’Unione europea più elettricità sia del carbone fossile sia della lignite, con le due fonti fossili più inquinanti che erano già state superate da idroelettrico e eolico nel 2023. Ma la lunga ritirata è proseguita nel 2025, quando – secondo i dati comunicati oggi da Eurostat – il carbone ha coperto appena il 9,2% della produzione elettrica lorda dell’Ue, la quota più bassa mai registrata. Già nel 2024 il suo contributo era sceso per la prima volta sotto il 10%. Nel dettaglio, il carbone fossile – l’hard coal…

13 Ago, 2026
Ancora 12 regioni in ritardo sui target d’installazione al 2030, a partire da Sardegna, Calabria e Toscana
La società che gestisce la rete elettrica nazionale in alta tensione, Terna, ha appena aggiornato i dati fino a luglio, quando la domanda di energia elettrica in Italia ha raggiunto il dato mensile più alto di sempre: 32,5 TWh, in crescita dell’8,3% rispetto allo stesso mese del 2025. Il risultato è stato sostenuto da temperature eccezionalmente elevate, che hanno contribuito anche al raggiungimento del picco annuale della domanda, pari a circa 58 GW il 15 luglio (+4,5% rispetto al picco del 2025). Peccato però che al contempo il prezzo all’ingrosso dell’elettri…

12 Ago, 2026
Sono servite a poco le «esplosioni controllate» lungo il Danubio, si apprende da Bucarest. Ma i problemi arrivano anche dal mare, come dimostra lo spegnimento dei reattori dell’impianto francese di Gravelines
Ennesimo capitolo del romanzo estivo con protagoniste le centrali nucleari europee. Dopo i reattori spenti a luglio in Francia causa caldo e dopo che una decina di giorni fa in Romania hanno provato a far fronte al problema delle temperature dell’acqua dei fiumi utilizzata per il raffreddamento con «esplosioni controllate» lungo il Danubio, ecco che di nuovo problemi vecchi e anche nuovi tornano a disturbare i sogni dei pro-nuke (anche quelli di casa nostra, che indicano nel nucleare la soluzione ai problemi di fabbisogno energetico con cui fa i conti l'Italia). I vecchi, intanto: la Romania…

11 Ago, 2026
È quanto emerge dai dati di luglio del Centre for research on energy and clean air (Crea). Seguono Cina con il 23%, Giappone con il 18% e Corea del sud con il 6%. Per il materiale via gasdotto, l’Unione europea ha assorbito il 32% delle esportazioni russe, davanti alla Cina con il 31% e alla Turchia con il 30%
Non c’è guerra, sanzione, impegno che basti: l'Unione europea resta il principale acquirente del gas naturale liquefatto russo e, di poco, anche del gas russo trasportato via gasdotto. E questo nonostante la politica dichiarata di progressivo abbandono delle forniture energetiche provenienti da Mosca. I dati, tutt’altro che entusiasmanti, emergono dal report di luglio diffuso dal Centre for Research on Energy and Clean Air (CREA). «L'Ue rimane il maggiore acquirente di Gnl russo, rappresentando quasi la metà, il 49%, delle esportazioni totali di Gnl della Russia», rileva il rapporto. Seguono…

11 Ago, 2026
Il dato, segnalato dal Gme, è frutto della combinazione di gas più caro, domanda in crescita e minore produzione da fonti pulite: il nostro Paese deve accelerare con urgenza l’installazione di pale eoliche e pannelli fotovoltaici
Qualche settimana fa avevamo segnalato che a giugno il Pun, ovvero il prezzo di riferimento all’ingrosso dell’energia elettrica in Italia, aveva superato i 130 €/MWh, aggiunto che al sud e nelle isole il prezzo era crollato nelle ore di sole e concluso ricordando che il nostro Paese mantiene costantemente l’andamento del prezzo mensile dell'energia più elevato d’Europa rispetto ai mercati di riferimento come Germania, Francia, Spagna, Portogallo, Norvegia e Svezia. Pochi giorni fa il nostro giornale aveva anche fatto notare che l’elettricità in Italia non costava tanto dal 2022 e che per riso…

11 Ago, 2026
La prima è fare compartecipare Comuni e Regioni del gettito Iva che lo Stato incassa sull'attività di vendita di energia elettrica da parte delle strutture: l'Iva sull'energia è circa il 10%, lo Stato potrebbe trattenerne il 4%, e girare il restante 6% agli enti territoriali interessati dagli impianti. La seconda proposta è che si incentivino le imprese proponenti a prevedere che una quota del capitale investito sia emessa in forma di obbligazioni da riservare ai cittadini della zona o anche al Comune o a sue aziende partecipate pubbliche
È il momento per tutti di iniziare a mettere in campo proposte concrete per aumentare l'accettabilità dei grandi impianti Fer sui territori. Facendo due premesse. La prima, che non c'è il diritto di veto di chi abita un territorio a impedire che un'opera di interesse generale venga realizzata. Altrimenti ognuno di noi potrebbe dire che non vuole vicino casa un pronto soccorso, perché le sirene delle ambulanze lo disturbano, o un liceo artistico, perché i ragazzini fumano marijuana e sgommano coi motorini, per non parlare di uno svincolo autostradale, un inceneritore, un'area industriale, q…

10 Ago, 2026
Il ministro Pichetto Fratin: «L’idrogeno rappresenta una leva strategica per la decarbonizzazione dell’industria e dei trasporti pesanti e questo meccanismo consentirà di sostenere gli investimenti più efficienti, valorizzando l’innovazione tecnologica e l’utilizzo delle risorse pubbliche secondo criteri di efficacia e sostenibilità»
Niente sussidi a pioggia, sì invece a sistemi che premino l’innovazione tecnologica. Il ministero dell'Ambiente e della sicurezza energetica (Mase) dà attuazione al nuovo meccanismo nazionale di sostegno alla produzione di idrogeno rinnovabile e bioidrogeno, con un limite di spesa di 400 milioni di euro all'anno e un contingente incentivabile fino a 200mila tonnellate annue di capacità produttiva. Nel renderlo noto, il Mase spiega che «la misura si inserisce nel quadro delle politiche europee e nazionali per il raggiungimento della neutralità climatica entro il 2050, in coerenza con gli obie…