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Ultime news da "Crisi climatica e adattamento"

26 Mar, 2026
Un team di ricercatori internazionali sta facendo luce sulla «zona cieca» presente nella conoscenza attuale delle dinamiche del carbonio oceanico. Colmare le lacune è fondamentale perché questo 70% della superficie del pianeta è sia il principale regolatore del clima sia una vittima della crisi climatica
L’oceano si sta dimostrando sempre più sia il principale regolatore del clima sia una vittima del cambiamento climatico. E adesso è anche chiaro che se dovesse collassare la sua capacità di gestire il carbonio ormai presente in quantità sempre maggiori nell’atmosfera, le conseguenze per il clima terrestre sarebbero irreversibili. Alla questione ha dedicato un’approfondita analisi un team di ricercatori dell’Unesco operanti in università e centri di ricerca sparsi in tutto il mondo e che descrive una significativa «zona cieca» nella conoscenza attuale delle dinamiche del carbonio oceanico. Tra…

25 Mar, 2026
Gli ultimi Neanderthal discendevano da un'unica popolazione. Enormi sconvolgimenti nella loro storia genetica
Lo studio “Archaeogenetic insights into the demographic history of Late Neanderthals”, pubblicato recentemente su PNAS da un team internazionale di ricercatori giudato da Cosimo Posth del Senckenberg Centre for Human Evolution and Palaeoenvironment e dell’Universität Tübingen, ha integrato nuovi dati sul DNA e prove archeologiche, dimostrando che «prima della loro scomparsa circa 40.000 anni fa, gli ultimi Neanderthal in Europa hanno subito un importante ricambio demografico, con conseguente scarsa diversità nel loro patrimonio genetico». Lo studio ha ricostruito la complessa storia genetica…

23 Mar, 2026
Nell’ultimo rapporto sullo “stato del clima”, l’agenzia Onu segnala che abbiamo appena vissuto il decennio più caldo mai registrato, e ciò è dovuto allo «squilibrio» energetico causato dai gas serra. Guterres: «Il pianeta sta superando tutti i limite»
Abbiamo appena vissuto il decennio più caldo mai registrato. Chiuso da un anno, il 2025, che si è classificato come il secondo o terzo più caldo di sempre, con una temperatura media globale di circa 1,43°C sopra i livelli pre-industriali. L’ennesimo alert su dove ci stanno portando le emissioni prodotte dall’uso dei combustibili fossili arriva dall’ultimo “State of the Global Climate” a cura dell’Organizzazione meteorologica mondiale (World meteorological organization, Wmo). In una quarantina di pagine ricche di dati, grafici e tabelle, gli esperti di Ginevra segnalano che il clima terrestre…

20 Mar, 2026
Entro luglio verranno rivisti alcuni punti del meccanismo riguardante lo scambio di quote di emissioni. Per von der Leyen «la revisione sarà rilevante anche per l’Italia». A partire da lunedì partiranno le consultazioni sul decreto bollette
Concluso il Consiglio europeo dedicato principalmente agli scenari di guerra e al caro energia, la premier italiana Giorgia Meloni prova a guardare al bicchiere mezzo pieno con cui ne esce il suo governo. Commentando con i giornalisti la due giorni di Bruxelles, fa buon viso a cattivo gioco su quanto concordato da capi di Stato e di governo sull’Ets e concentra invece l’attenzione sul fatto che il decreto bollette non dovrebbe trovare ostacoli a livello comunitario. «La questione centrale per l’Italia era quella della competitività e dei prezzi dell’energia – dice – Siamo arrivati segnalando…

20 Mar, 2026
Questi i risultati a cui è giunto un team di ricercatori che si sono basati sull’European extreme events climate index (E3CI). I dettagli in un report dal titolo “Come sta l’Italia? Analisi degli eventi metereologici fuori dall’ordinario 2024/2025”
Chi legge il nostro giornale ormai ne è consapevole: gli eventi meteorologici estremi non sono più fenomeni sporadici, ma una componente crescente della nostra quotidianità, con impatti tangibili su economia, società e territori. E ora l’ennesima conferma in questo senso arria dal report “Come sta l’Italia? Analisi degli eventi meteorologici fuori dall’ordinario 2024/2025”, basato sull’European extreme events climate index (E3CI), sviluppato grazie a un progetto finanziato dalla Fondazione Ifab con la collaborazione della Fondazione Cmcc, Leithà UnipolSai e distribuito da Hypermeteo e Radarme…

18 Mar, 2026
Sturloni: «I principali media italiani sono costretti a tacere le responsabilità delle aziende inquinanti perché dipendono dalle loro pubblicità per sopravvivere»
È in calo da due anni consecutivi l’attenzione dedicata ai media italiani alla crisi climatica, con un nuovo tracollo nel corso del 2025 documentato dal nuovo rapporto appena pubblicato dall’Osservatorio di Pavia per Greenpeace, analizzando quanto e come il tema è stato raccontato dai cinque quotidiani più diffusi (Corriere della Sera, la Repubblica, Il Sole 24 Ore, Avvenire, La Stampa) e dai telegiornali serali delle reti RAI, Mediaset e La7: se ne ricava che negli ultimi quattro anni si è dimezzata l’attenzione dei Tg, mentre sui giornali è raddoppiata la pubblicità dell…

17 Mar, 2026
È quanto emerge da uno studio del think tank Ecco riguardante i ricavi degli anni 2012-2024, nel quale viene anche sottolineato che siamo «ben al di sotto delle previsioni di spesa attualmente previste ex legem del 50% dei proventi». I ricercatori del centro studi sul clima segnalano anche lacune in termini di pianificazione e tracciabilità della spesa dei proventi sia in termini di volumi che di destinazioni d’uso
Il think tank italiano per il clima Ecco ha realizzato uno studio riguardante un aspetto specifico dell’Eu Ets (European union Emission trading system), ovvero quanti sono e come vengono usati in Italia i proventi di questo sistema europeo di scambio delle quote di emissione di CO₂. Ebbene, il primo dato che emerge con evidenza è che dalle rendicontazioni pubbliche presentate alla Commissione europea risulta che tra il 2012 e il 2024 le aste Ets hanno generato 18,2 miliardi di euro di entrate e però, stando alle sole rendicontazioni disponibili, viene fuori che solo 1,6 miliardi di euro, pari…

17 Mar, 2026
Il think tank Ecco spiega perché l’Europa dovrebbe prevedere la possibilità di riconoscere uno status speciale alla spesa pubblica per investimenti green, escludendola dalle regole fiscali europee ed in particolare dal calcolo del deficit e del debito utilizzato nel Patto di stabilità e crescita. L’idea di fondo è che gli investimenti che promuovono resilienza climatica non dovrebbero essere trattati come spesa corrente in quanto investimenti strategici per la stabilità economica presente e futura
C’è uno strumento che l’Unione europea potrebbe mettere a disposizione degli Stati membri alle prese con il caro bollette e lo shock energetico innescato dalla guerra in Iran, uno strumento «verde» e «dorato» che tra l’altro sarebbe fondamentale per trasformare il Green deal da una lista di obiettivi ambiziosi a una realtà non solo finanziariamente sostenibile per tutte le capitali europee, ma che garantisce essa stessa stabilità e sicurezza. Sì, uno strumento verde aureo, perché la regola verde per eccellenza prende proprio il nome di “Green golden rule”. Alla questione dedica un’approfondit…