Skip to main content


Ultime news da "Green economy"

16 Mar, 2026
È quanto emerge da uno studio realizzato da Piketty e da altri economisti del gruppo “World inequality”. Ciò è però possibile solo a condizioni molto rigide: uno spostamento dei consumi verso i settori immateriali, una riduzione dell’orario di lavoro, un cambiamento radicale nelle abitudini alimentari e una rapida transizione energetica
È possibile conciliare un benessere diffuso a livello mondiale e anche una netta giustizia sociale (sempre su scala globale) con la sopravvivenza biologica del pianeta? Ancora più nel dettaglio e aggiungendo un paio di particolari: è possibile che tutti i paesi del mondo raggiungano lo stesso livello di benessere, fissato a una quota di Pil pro capite di 60.000 euro entro il 2100 (a parità di potere d’acquisto rispetto al 2025), senza superare il limite critico di 2°C di riscaldamento globale? La risposta a cui sono giunti fior di economisti attivi in diverse università sparse per il mondo è…

16 Mar, 2026
Il calcolo, che tiene conto dei benefici diretti e del minor carico sul Servizio sanitario nazionale, è stato effettuato dalla Società italiana di medicina ambientale sulla base di una riduzione del fabbisogno anche solo del 10% per gli immobili pubblici e privati
Investire nell’efficientamento energetico e ridurre anche solo del 10% i consumi degli edifici pubblici e privati farebbe risparmiare alla collettività 6,2 miliardi di euro all’anno, unendo benefici economici diretti a un minor carico sul Servizio sanitario nazionale. Lo sottolinea la Società italiana di medicina ambientale (Sima), che ricorda come oggi l’Italia paghi a caro prezzo il conto di immobili obsoleti e inefficienti sotto il profilo energetico. Se sulla direttiva Case green il governo Meloni continua a far finta di niente e se per questo il nostro paese ha incassato l’ennesima proc…

13 Mar, 2026
Dalla Controdichiarazione di Anversa un’alternativa per proteggere la democrazia, le persone e il pianeta: mettere al centro la società civile
Secondo recenti stime nelle aree rurali dello Zimbabwe circa 4,1 milioni di persone vivono in condizioni di insicurezza alimentare: i cambiamenti climatici e i modelli di agrobusiness imposti su vasta scala dalle multinazionali causano alti livelli di povertà, e ostacolano il diritto a un’alimentazione adeguata e alla sovranità alimentare delle comunità. Questo quadro, si ripete, cambiando latitudine, dati e numeri, in moltissime latitudini differenti, in molti dei Paesi dove Cospe lavora. Sono le multinazionali e le grandi industrie che si istallano su territori comunitari, che estraggono…

13 Mar, 2026
Scrivono gli esperti di Palazzo Koch: «Quando acquistano un green bond, gli investitori non guardano solo alla presenza di un’etichetta verde, ma considerano anche caratteristiche aggiuntive del titolo che riguardano il punteggio ambientale dell’emittente e la solidità del progetto sottostante»
Le imprese con valutazioni ambientali elevate beneficiano di condizioni di finanziamento sensibilmente migliori. Il motivo? Tra l’altro, perché un alto profilo di sostenibilità riduce la percezione del rischio da parte degli investitori. Ma più in generale, perché ormai gli indicatori ambientali sono diventati variabili fondamentali nella determinazione dei prezzi dei titoli obbligazionari societari, riflettendo una crescente integrazione dei criteri Esg (Environmental, Social, Governance) nelle decisioni finanziarie. Alla questione è dedicato un numero di “Questioni di economia e finanza” a…

12 Mar, 2026
Dal Fabbro: «L’operazione di finanziamento sottoscritta oggi consente di supportare gli investimenti sostenibili del gruppo alla base del piano di transizione al 2040»
La multiutility a maggioranza pubblica Iren, tra le principali attive in Italia, ha sottoscritto oggi un accordo di finanziamento da 225 mln di euro con la Banca europea per gli investimenti (Bei): si tratta di un flusso di risorse che permetterà di dare gambe al piano d’investimenti al 2028 sul doppio fronte dell’economia circolare e dell’efficienza energetica. Gli investimenti saranno realizzati principalmente nelle tre regioni del nord ovest Italia in cui opera storicamente il gruppo Iren (Piemonte, Emilia Romagna, Liguria) ma con iniziative anche in Toscana e in altre regioni i…

11 Mar, 2026
Il nostro Paese non ha presentato il progetto di Piano nazionale per la ristrutturazione degli edifici, né ha recepito correttamente la direttiva Sup
Entro la fine del 2025, l’Italia come gli altri Stati membri dell’Ue avrebbe dovuto presentare il progetto di Piano nazionale di ristrutturazione degli edifici incardinato all’interno della direttiva Case verdi (Epbd): si tratta del principale strumento di pianificazione degli interventi di riduzione del consumo energetico e di emissioni di gas serra previsti dalla direttiva; si tratta di una prima ma fondamentale bozza, cui dovrà seguire entro il 31 dicembre 2026 il primo Piano definitivo di ristrutturazione degli edifici (residenziali, non residenziali e pubblici). Seppur intralciate da&nb…

11 Mar, 2026
Ucraina, Iran e non solo: a beneficiare delle stragi, denuncia Greenpeace, sono sia l’industria militare che quella fossile, con utili netti aumentati del 97% e del 125%. «L’unica soluzione per la nostra sicurezza energetica e per il contrasto alla crisi climatica è smettere di dipendere dal petrolio e dal gas e puntare con vera convinzione sulle fonti rinnovabili»
Ieri il Consiglio dei ministri avrebbe dovuto discutere un pacchetto di misure, accise mobili e altro, per far fronte all’aumento dei prezzi di gas e petrolio, che si sono già tradotti in maggiori spese per benzina e gasolio e aggravi sui costi delle bollette. Il provvedimento alla fine non è stato discusso a Palazzo Chigi, ma secondo le ultime indiscrezioni il governo Meloni intenderebbe affrontare l’aumento dei prezzi energetici conseguente allo scoppio della guerra in Iran con quelli che Greenpeace definisce «i soliti provvedimenti emergenziali che rischiano di dover essere pagati ancora u…

11 Mar, 2026
Un flusso di rifiuti piccolo ma di grande rilevo ambientale ed economico. Al via obiettivi di riciclo impegnativi sia per le batterie tradizionali che per quelle da veicoli leggeri, molta semplificazione, l’attivazione dell’Epr e un nuovo regime di etichettatura
Sono state pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale le Disposizioni per l’adeguamento della normativa nazionale al regolamento (UE) 2023/1542 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 luglio 2023, relativo alle batterie e ai rifiuti di batterie, che modifica la direttiva 2008/98/CE e il regolamento (UE) 2019/1020 e abroga la direttiva 2006/66/CE. Il decreto adegua la normativa nazionale alle disposizioni del regolamento europeo 2023/1542 sulle batterie e i rifiuti di batterie. Di fatto, l’intero ciclo di vita delle batterie viene trasformato in un modello di economia circolare: il…