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Ultime news da "Crisi climatica e adattamento"

19 Gen, 2026
È quanto emerge da un nuovo studio internazionale che coinvolge anche scienziati del Cmcc: l’indagine rivela che i reali danni dei cambiamenti climatici sono stati ampiamente sottostimati, perché l’oceano è stato finora escluso dai calcoli. Questo “costo nascosto” è stimato in 48 dollari per tonnellata di anidride carbonica
Il costo sociale del carbonio – ovvero il valore monetario che gli economisti del clima associano ai danni causati dall’emissione di una tonnellata di CO₂ – guida le politiche climatiche, la determinazione dei prezzi del carbonio e le analisi costi-benefici a livello globale. Tuttavia, tradizionalmente l’oceano non compariva in queste valutazioni. Ora un nuovo studio pubblicato su Nature e a cui hanno lavorato anche scienziati del Cmcc (Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici) mostra che quando gli impatti dei cambiamenti climatici sugli ecosistemi marini e sulle attività economich…

15 Gen, 2026
In un nuovo report, le proposte del Wwf per colmare le lacune tra i costi dei disastri climatici e i rimborsi assicurativi e mettere la natura al centro delle strategie di resilienza
Il divario di protezione assicurativa (differenza tra perdite totali e quelle coperte da assicurazione) non è più solo una questione di mercato: è un rischio che può destabilizzare l’economia e colpire famiglie, imprese e finanze pubbliche. Per questo il Wwf lancia oggi il nuovo report “Affrontare il divario nella copertura assicurativa: fare leva su clima e natura per aumentare la resilienza” (“Tackling the Insurance Protection Gap: leveraging climate and nature to increase resilience”) che, concentrandosi sulle economie più avanzate, analizza come crisi climatica e perdita di natura stiano…

15 Gen, 2026
Uno studio nelle Queen Elizabeth Islands rivela tutti i rischi per l’Artico nell’era di Donald Trump
Mentre già impazzava la tragicommedia della conquista trumpiana della Groenlandia (e dell’Artico canadese), dal 15 al 18 dicembre 2025 a Calgary, in Canada, si è tenuto l’ArcticNet's Annual Scientific Meeting (ASM) 2025, un’occasione per parlare di ricerca sull'Artico e sul Nord, ampliando i confini della nostra comprensione del Nord e contribuendo a creare una solida base di conoscenze per affrontare efficacemente le attuali problematiche artiche. A differenza di Donald Trump e della sua masnada di negazionisti climatici, gli organizzatori del meeting sono convinti che «La cooperazione inte…

14 Gen, 2026
Buontempo: «Siamo destinati a superare il limite di temperatura fissato dall'Accordo di Parigi, la scelta che abbiamo ora è come gestire al meglio l'inevitabile»
Il programma europeo di punta per l’osservazione della Terra, Copernicus, documenta che il 2025 è stato il terzo anno più caldo mai registrato a livello globale, solo lievemente più freddo del 2023 (di 0,01 °C) e di 0,13 °C più freddo del 2024, l'anno che al momento domina la classifica. La temperatura atmosferica media globale nel 2025 è stata infatti di 14,97 °C, ovvero di 0,59 °C al di sopra della media del periodo 1991-2020 e di +1,47 °C rispetto al livello preindustriale (1850-1900), mentre anche in Europa – il continente che si riscalda più velocemente di ogni altro – il 2025 è stato i…

13 Gen, 2026
È quanto emerge da un approfondito studio dell’Agenzia europea dell’ambiente con focus sui settori dell’energia, dell’agricoltura e dei trasporti: evidenziata anche la convenienza in termini di minori perdite causate da eventi meteo estremi
Investire in misure di adattamento ai cambiamenti climatici ha un costo non indifferente per il budget complessivo dell’Unione europea. Ma, a conti fatti, si tratta di cifre ben spese, di impiego di denaro che fa aumentare la resilienza economica e la competitività dell’Europa, riducendo al contempo le perdite causate da eventi meteorologici estremi sempre più frequenti. E sempre più gravosi, in termini di perdite di vite umane, oltre che in termini meramente economici. La questione viene affrontata in un report realizzato dall’Agenzia europea dell’ambiente, l’European environment agency (Eea…

13 Gen, 2026
Munich Re: «Nel 2025 il mondo è stato risparmiato da perdite potenzialmente molto più gravi solo per puro caso»
Una delle principali compagnie internazionali attive nel mondo dell’assicurazione e ri-assicurazione, Munich Re, ha appena aggiornato il conto delle catastrofi naturali che hanno attraversato il mondo nel corso del 2025, portandolo a quota 17.200 morti e 244 miliardi di dollari in danni economici (quelli coperti dagli assicuratori si sono fermati invece a 108 mld di dollari). Gli incendi boschivi che hanno colpito l'area di Los Angeles nel mese di gennaio hanno costituito di gran lunga il disastro naturale più costoso dell'anno (circa 53 miliardi di dollari), mentre quello che ha provocato l…

12 Gen, 2026
Lo evidenzia Oxfam attraverso una serie di analisi, da cui emerge che peggio ha fatto soltanto lo 0,1% di super ricchi bruciando il proprio limite di carbonio per il 2026 nel tempo record di 3 giorni
Alla vigilia della Cop30 di Belém, Oxfam ha diffuso un report da cui emerge che lo 0,1% più ricco del mondo danneggia il clima in un giorno più del 50% più povero in un anno. All’indomani di quello stesso vertice tenuto in Brasile, che si è concluso con risultati molto al di sotto delle aspettative e di quanto sarebbe stato necessario decidere - in termini di riduzione delle emissioni - e stanziare - in termini di finanziamenti a sostegno delle popolazioni più esposte agli impatti della crisi climatica - ecco che la stessa Oxfam fa un calcolo per certi versi diverso ma per molti aspetti dall’…

12 Gen, 2026
Nella rassegna a cura di Maurizio Izzo delle principali notizie pubblicate la scorsa settimana dal nostro giornale: il blitz degli Usa in Venezuela e le altre azioni minacciate o messe in pratica da Trump, l’Overshoot day che in Italia arriva sempre prima e il paradosso delle rinnovabili italiane, più forti all’estero che nel Belpaese
«Non è cominciato bene questo 2026 anche perché al centro c’è sempre il petrolio». Apre così, Maurizio Izzo, la prima puntata dell’anno del podcast “La settimana di Greenreport”. «Ci eravamo lasciati cercando qualche bella notizia per consolarci di un anno che ci aveva lasciato l’amaro in bocca – ricorda il direttore responsabile del nostro giornale – ma non potevamo immaginare che il nuovo anno sarebbe cominciato all’insegna del petrolio. Quindi nostro malgrado di questo parliamo ancora, di energia fossile». Luca Aterini ci ricorda che «il mondo, galleggia già su un mare di petrolio troppo…