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Ultime news da "Crisi climatica e adattamento"

15 Ott, 2025
Il focus sull’Italia del Wwf in occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione che si celebra domani. La diminuzione comporta un aumento dei prezzi del cibo. Denuncia il Panda: «Servono provvedimenti per rafforzare la resilienza degli agroecosistemi, tutelare i suoli e la biodiversità, mentre le istituzioni italiane ed europee irresponsabili stanno oggi riducendo gli impegni ambientali della Politica agricola comune»
L’attuale crisi climatica colpisce la produzione agricola italiana, rendendo i prodotti nazionali sempre meno disponibili e sempre più cari. La stagione agricola 2025 ha rappresentato finora una prova concreta della vulnerabilità del nostro Paese di fronte agli eventi climatici estremi. In occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione che si celebra domani, il Wwf Italia nell’ambito della sua campagna Our Future, accende un faro su come gli effetti del cambiamento climatico stiano evidenziando la crescente pressione su risorse idriche, produzione e sicurezza alimentare, ma anche sull’u…

14 Ott, 2025
Barriere coralline in declino, Amazzonia a rischio e correnti oceaniche in pericolo: il secondo Global tipping points report avverte che il riscaldamento globale oltre 1,5 °C potrebbe scatenare catastrofi irreversibili
Le barriere coralline di acque calde stanno superando il loro punto di non ritorno, segnando l’ingresso dell’umanità in una “nuova realtà” climatica. È quanto emerge dal secondo Global Tipping Points Report - Rapporto sui punti di non ritorno globali pubblicato il 13 ottobre dall’Università di Exeter insieme a partner internazionali, un documento storico che avverte: con il riscaldamento globale destinato a superare 1,5 °C, il mondo è pericolosamente vicino a una catena di punti di svolta catastrofici, dallo scioglimento delle calotte glaciali al deperimento della foresta amazzonica fino…

14 Ott, 2025
È quanto evidenza uno studio dell’Università di Barcellona ora pubblicato su Nature Sustainability. Solamente il 20% dei 250 maggiori produttori mondiali di combustibili fossili - responsabili dell’88% della produzione globale di idrocarburi - possiede un progetto operativo di energia rinnovabile, che rappresenta appena lo 0,1% della loro estrazione di energia primaria
L’industria dei combustibili fossili non sta affatto rispettando i suoi impegni nella transizione energetica. Big-Oil dice che investe sempre di più anche su nuovi impianti di eolico e solare, ma alla luce dei dati si tratta dell'ennesima prova di greenwashing. Una nuova ricerca condotta dall’Istituto di scienze e tecnologie ambientali dell’Universitat autònoma de Barcelona (Icta-Uab) mostra che le maggiori compagnie petrolifere e del gas del mondo sono responsabili solo dell’1,42% dei progetti di energia rinnovabile presenti a livello globale. L’indagine è stata pubblicata su Nature Sustain…

9 Ott, 2025
Sull’Omnibus il Ppe minaccia di allearsi con l’estrema destra e fa sì che la commissione giuridica di Strasburgo approvi in prima battuta un accordo che smonta un altro pezzo di politiche per il clima. Ira di Verdi e Socialisti & Democratici
Nel giorno in cui il Parlamento europeo respinge due mozioni di sfiducia presentate nei confronti della presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen – una presentata dal gruppo in cui siedono gli europarlamentari della Lega e una del gruppo di Sinistra (i parlamentari di Fratelli d’Italia, per evitare di votare, hanno abbandonato l’Aula) – viene fuori che a causa delle pressioni esercitate dal Partito popolare europeo (Ppe) il Green deal per come lo conoscevamo verrà ulteriormente indebolito. Il grimaldello per smontare un altro pezzo dell’impianto approvato nella passata legislatura…

8 Ott, 2025
La commissione Ambiente di Strasburgo ha approvato una risoluzione in cui si afferma che l’Europa deve giocare un ruolo da leader alla conferenza Onu di Belém. Gli europarlamentari chiedono anche di porre fine alla dipendenza europea dai combustibili fossili e di fissare una scadenza per l’eliminazione delle sovvenzioni per quel comparto
Non si sprechi l’occasione offerta dalla Cop30. E, soprattutto, l’Europa si presenti all’appuntamento in Brasile mantenendo «un livello di ambizione elevato» e in linea con gli obiettivi concordati a livello comunitario. Manca ormai un mese circa alla conferenza della Nazion Unite che si svolgerà a Belém, nella foresta Amazzonica. Se a livello globale i grandi attori, Stati Uniti in primis, non stanno offrendo un bello spettacolo in quanto a impegni contro la crisi climatica, a livello europeo si lavora per ottenere importanti risultati. E un segnale è arrivato ora anche dall’Europarlamento…

7 Ott, 2025
Akenji: «Le crisi climatiche e sociali sono inseparabili, con l'aumento delle emissioni e l'ampliamento delle disuguaglianze che si rafforzano a vicenda»
L’intensivo uso dell’auto e dei viaggi aerei; l’elevato consumo di carne bovina, suina e formaggio; la climatizzazione degli edifici soddisfatta tramite un alto consumo di combustibili fossili. Sono questi i tre principali aspetti dello stile di vita italiano che cozzano contro gli obiettivi di decarbonizzazione stabiliti dall’Accordo sul clima di Parigi, per non superare la soglia di 1,5 °C di riscaldamento globale rispetto all’era pre-industriale. Di fatto, oggi lo stile di vita dell’italiano medio comporta emissioni 8 volte superiori a quelle necessarie per rispettare l’obiettivo climatico…

7 Ott, 2025
Quando il linguaggio diventa uno scudo: sposta l’attenzione dal piano della prevenzione a quello della sorpresa. Ma la comunicazione del rischio è un’altra cosa
Piove. Eppure non basta più dirlo. Oggi “piove” non fa notizia: serve la “bomba d’acqua”, l’“ondata di maltempo”, “perturbazione record”. Ogni anno il lessico meteorologico si arricchisce di iperboli, e la comunicazione scivola su un terreno sempre più sdrucciolevole: quello dell’emergenza permanente. Le parole con cui raccontiamo i fenomeni naturali plasmano la nostra percezione del rischio. Se tutto è “imprevedibile”, se ogni pioggia è “straordinaria”, allora nessuno è davvero responsabile. Il linguaggio diventa uno scudo: sposta l’attenzione dal piano della prevenzione a quello della sor…

6 Ott, 2025
Lo segnala il ministero della Salute di Madrid, che evidenzia anche un aumento del 73% di episodi di calore estremo rispetto ai mesi estivi dello scorso anno
Un primo bilancio, drammatico, dei morti per il caldo estremo registrati in Spagna era stato fatto verso la fine di agosto. Ma quanto comunicato ora dal ministero della Salute va anche al di là di quel dato parziale: in quella che secondo l’Agenzia metereologica nazionale è stata l’estate più calda dalle rilevazioni del 1961, la Spagna ha registrato 3.832 decessi attribuibili al caldo torrido tra il 16 maggio e il 30 settembre. E il tasso di mortalità in eccesso è aumentato dell'87,6% rispetto allo stesso periodo del 2024. Si legge nel documento pubblicato dal ministero della Salute spagnolo…