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Uno studio internazionale dell’Università di Pisa analizza le preferenze dei consumatori sull'uso delle nuove farine nei mangimi, evidenziando resistenze culturali e differenze tra i vari tipi di allevamento

La transizione ecologica della zootecnia passa anche attraverso la ricerca di fonti proteiche alternative per l'alimentazione animale, ma l'accettazione da parte dei mercati deve fare i conti con la percezione pubblica. L’Italia resta infatti uno dei Paesi più cauti per quanto riguarda l’uso di farine di insetti come cibo per animali, e la sensibilità dei consumatori varia notevolmente rispetto alle diverse tipologie di allevamenti. Le preferenze si orientano meglio per il pesce, seguito da pollo e uova, mentre nel caso del maiale si registrano le maggiori resistenze. È quanto emerge da uno…

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L' Editoriale

Serve un nuovo referendum nazionale contro il rischio nucleare. Sgombriamo il campo dall’infinta attesa per le centrali atomiche e diamo spazio agli impianti rinnovabili

Redazione Greenreport
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Greenreport rilancia l’idea di un referendum nazionale contro il rischio nucleare e per le nuove energie pulite e rinnovabili. A maggior ragione dopo il primo via libera arrivato ieri alla Camera al disegno di legge delega sul «nucleare sostenibile», come lo chiamano tra i banchi del governo e dell…

L'Editoriale

Serve un nuovo referendum nazionale contro il rischio nucleare. Sgombriamo il campo dall’infinta attesa per le centrali atomiche e diamo spazio agli impianti rinnovabili

Redazione Greenreport
Redazione Greenreport
Greenreport rilancia l’idea di un referendum nazionale contro il rischio nucleare e per le nuove energie pulite e rinnovabili. A maggior ragione dopo il primo via libera arrivato ieri alla Camera al disegno di legge delega sul «nucleare sostenibile», come lo chiamano tra i banchi del governo e della maggioranza. Una finta per gonzi e per chi ci vuol cascare, che apre ufficialmente la prossima campagna elettorale a colpi di mini-centrali atomiche con mini reattori nucleari da collocare in una Italia dove a nessun governo nazionale e nessun ministro, nessun presidente di regione, nessun sindaco e nemmeno nessun presidente di quartiere – e figuriamoci ai cittadini governati – è venuto, viene e verrà in mente di avere sul proprio territorio l’indispensabile deposito di scorie nucleari italiane, rifiuti radioattivi a bassa intensità prodotte dalle attività di decommissioning o smantellamento e bonifica dei nostri ex impianti atomici, dalla ricerca e dalla medicina nucleare oggi stoccate in…
Laguna rosa

Laguna rosa

La laguna di Venezia si tinge sempre più di rosa. L’ultimo censimento ha contato quasi 24 mila fenicotteri, un record che conferma il ruolo dell’area come uno dei principali rifugi mediterranei per questa specie durante l’inverno.
Dietro questa crescita c’è il recupero degli habitat lagunari. Il ripristino di barene e zone umide ha migliorato le condizioni per fauna e biodiversità, dimostrando che la tutela degli ecosistemi può dare risultati concreti.

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